La Slava di Decani

Nel giorno della Slava del Monastero di Visoki Decani, la festa patronale dedicata al Santo Re Stefano di Decani, il 24 novembre, una moltitudine di pellegrini ha potuto assistere al rito di benedizione del nuovo Konak (l’alloggio della comunità monastica). Il Patriarca Serbo S.S. Irinej ha celebrato la Divina Liturgia e consacrato a Dio, consegnandolo alla posterità, il nuovo edificio. L’impegno della comunità monastica è stato significativo, dedicando tre anni di intenso lavoro alla ricostruzione del Konak (chiamato di Prizren), distrutto nel 1949 a causa di un devastante incendio doloso, favorito da un atteggiamento intollerante nei confronti della Chiesa e della religione, dalle autorità del tempo.

Una ferita aperta nel “corpo” del monastero, che ha rappresentato, sin dalla propria fondazione, un punto di contatto tra religiosità e cultura orientale e occidentale.
Un vuoto colmato grazie al continuo lavoro di S.G. il Vescovo Teodosije, già abate di Decani, nel sensibilizzare le forze internazionali, sul valore della testimonianza artistica e spirituale che il Monastero significa, per una autentica identità europea, sin dal medioevo.

Una realizzazione resa possibile grazie alla generosità del Regno di Norvegia che ha finanziato gran parte dell’opera di ricostruzione e della Comunità Europea.
La sensibilità di S. E. Sverre Johan Kvale, ambasciatore norvegese emerito in Kosovo, ha consentito che si saldasse la giusta collaborazione tra le autorità scandinave e la fratellanza monastica, realizzando in pochi anni un edificio, che nei tempi della crisi, ha la dimensione di un miracolo.

Duemila pellegrini, fedeli, amici, hanno avuto modo di partecipare alla Slava del Monastero, insieme alle autorità religiose e civili: le L.G. il Vescovo Teodosije di Raska Prizren, il Vescovo Pahomije di Vranje, il Vescovo Jovan di Sumadia, l’Abate del Monastero di Studenica, che ha celebrato i Vespri della sera precedente la festa, l’Archimandrita Tihon, oltre a numerosi ambasciatori e a un rappresentante del comandante del contingente internazionale di pace.

Visibilmente emozionato, l'Archimandrita Sava Janjic, Igumeno del Monastero e nostro Vice Presidente, ha accolto tutti gli intervenuti, con l’affetto e il calore che ha reso leggendaria l’ospitalità serba.
“Siamo stati onorati – ha sottolineato, S.E. Jan Braathu, attuale ambasciatore di Norvegia in Kosovo – di aver contribuito all’edificazione di un luogo, ove si onora Dio, poiché dove c’è preghiera, c’è sempre spazio per la speranza”.
A noi sono sembrate il miglior epilogo di questa giornata fantastica.