ivana e le sue sorelle

Raccontare e occuparsi di storie di privazione, violenza e umiliazione, vuol dire compilare lunghi elenchi di eventi, casi umanitari, storie incredibili, anche se si vive in Italia, anche se non ci si sposta dal proprio quotidiano.

La maggior parte di questi episodi non fa neppure notizia, perché di solito, nei luoghi dove si consumano e nei contesti culturali ove accadono, sono vicende tristemente normali.
Esistono però delle storie e delle persone, che rompono l’amara e cinica consapevolezza della realtà e che, con la forza e l’energia della propria individualità, irrompono nel nostro vissuto.
Ivana Maksimovic, 16 anni, Gornje Kusce, Kosovo orientale, è una di queste.

La nostra associazione ha conosciuto Ivana in un momento particolare della sua giovane esistenza: abitava una casa fatiscente e inospitale, aveva raggiunto il fondo delle proprie speranze, sentiva un disperato bisogno di aiuto; la sua massima aspirazione e desiderio era di poter fare una doccia con acqua corrente e possibilmente tiepida.
Ci siamo appassionati alla sua vicenda umana e l’abbiamo accompagnata, con l’aiuto di tanti amici solidali e generosi, verso un nuovo orizzonte che potesse consentirle la fiducia nel futuro.
Per lei abbiamo costruito una nuova casa, dotandola dei servizi essenziali, arredandola, rendendola confortevole.
Mentre la vecchia abitazione crollava, la nostra Ivana poteva finalmente godersi quella doccia che tanto desiderava.

Certamente Ivana è felice, lo si comprende dalle foto, dal sorriso, dagli occhi limpidi, ma come ben intuisce lo scrittore “… i desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire pur di star dietro a un proprio desiderio”. Ivana dorme poco e traendo il proprio desiderio dalla materia dei sogni e trasformandolo in concreta realtà, lo confida, sussurrandolo a una donna che ha imparato ad amare, la nostra Monika Bulaj: “vorrei studiare, mi piacerebbe diventare un medico”.

Ivana la sua fortuna se la deve guadagnare ogni giorno e, per resistere a una vita di povertà e privazioni, deve fare progetti: quello più importante è studiare per poter diventare un medico. Non è un sogno, è un obiettivo al quale da anni lei lavora, tutti i giorni, distinguendosi negli studi e gettando nella sua persona quelle fondamenta che dovranno sostenerla e consentendole nei prossimi anni di vincere una grande battaglia, anzi, come lei dice, una guerra: laurearsi in un paese dove la principale preoccupazione delle ragazzine sue coetanee è di trovare un marito prima di “scadere”, prima di varcare la fatidica soglia dei ventidue anni, che trasforma una giovane donna in una zitella.

Questa è la strada e l’obiettivo che Ivana ha scelto per se, l’ostacolo oltre il quale lanciare il proprio cuore.

In tanta difficoltà è difficile spiegarsi come possa essersi costruita un’autostima sufficiente per ritenere di poter affrontare un percorso così diverso da quello riservato alle sue coetanee. Ma non si tratta neppure di questo; forse ad alimentare la perseveranza e gli obiettivi di Ivana è la forza della disperazione, il bisogno assoluto di dare un senso alla propria vita sottraendosi al degrado materiale e morale che ha avuto modo di conoscere così bene nei suoi pochi anni di vita.

Ed ora al termine della storia, nella sua nuova casetta, Ivana rimane sola, circondata dal disagio evidente della propria famiglia, con i propri desideri e obiettivi che le appaiono enormi, con i suoi “pochi anni e il cuore pieno di paura”.
Adesso Ivana ha bisogno di essere sostenuta, di sentire l’incoraggiamento, la solidarietà e la condivisione morale e pratica di altre donne e uomini che desiderino adoperarsi a costruire la speranza.
Verranno giorni in cui la determinazione non basterà a sostenere il coraggio, in cui la passione per lo studio non potrà bilanciare e sopperire alle difficoltà affettive, che l’hanno accompagnata sin dalla nascita.
In questi giorni, il nostro compito sarà quello di starle accanto, con un gesto e una promessa, sussurrata con la medesima forza del suo impegno: “sorellina, noi ci siamo, andiamo avanti!”

Progetto solidale IVANA E LE SUE SORELLE

Obiettivo generale: euro 6.000,00 (seimila/00).
L’obiettivo è annuale ma il progetto ha la durata di sei anni, sostenendo Ivana negli studi di medicina, finanziando il biennio d’introduzione allo studio specialistico presso la scuola superiore di Silovo e l’iscrizione presso la facoltà di Medicina dell’Università di Mitrovica.
Ogni donatore, concorre con la sottoscrizione minima di una quota annuale di euro 100,00 (cento/00), solamente 8,35 euro al mese, liquidabile in due tranches, alla costituzione del fondo economico necessario alla realizzazione del progetto.
Il fondo “Ivana e le sue sorelle” finanzia: tasse scolastiche, acquisto di libri e materiale didattico, mantenimento fuori sede, spese di viaggio, diaria personale.

Promotori: Associazione Amici di Decani e Love Onlus.

Nello spirito del nostro Statuto e nel rispetto dei valori della solidarietà, tutti possono aderire a questo progetto, Associazioni, Privati, Gruppi sportivi, Enti, Colleghi d’ufficio, Scolaresche e Comunità religiose.

Come donare:

a mezzo bonifico bancario sul conto
Banca Popolare di Novara filiale nr. 1194
IBAN: IT62 M 05034 44250 000000000043
Intestazione: Andrea Lampo – Fundraiser Amici di Decani
Causale: Ivana e le sue sorelle

Per qualsiasi esigenza ti preghiamo di contattare il nostro National Fundraiser Andrea Lampo, andrea@amicididecani.it  Mobile +39 331 3787123, o la nostra responsabile di segreteria Anna Murgia, anna@amicididecani.it  Mobile +39 335 8737354.

Il successo di Ivana sarà il successo di un modello etico ed umano, scontato per molti di noi, ma sconosciuto nella maggior parte del mondo. Sono tante le storie difficili di cui occuparsi: noi intanto abbiamo incontrato Ivana.