La speranza concreta

Nessuno può comprendere la tragedia accaduta a Parigi con l’incendio di Notre Dame, meglio di chi ama il Kosovo e Metohija. Il fuoco, non accidentale come quello francese, ma criminalmente appiccato dai terroristi nazionalisti, ci ha privato nel 2004, della Bogoridica Ljeviska, patrimonio mondiale dell’umanità, per un decennio, fino a che, qualche anno fa, con il restauro in corso, siamo riusciti ad aprirla nuovamente, celebrandovi la Divina Liturgia.

La perdita di una Cattedrale è una tragedia, lo è quando la si perde ad opera dei terroristi, quando la si perde ad opera del fuoco, quando la si perde trasformandola in una attrazione, una sorta di disneyland della cultura.
L’Associazione Amici di Dečani, che poche settimane fa ha visto in terra di Kosovo, oltraggiata una Croce e profanato un monumento alle vittime civili di una violenza senza pari (clicca qui per leggere) e che ha deciso di ristabilire un ordine estetico, riedificando la Croce e restaurando il sito, non poteva restare inoperosa.

A testimonianza della nostra vicinanza e solidarietà, verso tutti quegli europei che si sono sentiti privati di un simbolo, verso tutti i cristiani che sono rimasti sbigottiti di fronte alle fiamme, dalla terra che ha perduto 104 tra monasteri e chiese per mano dell’ottusa violenza dell’uomo, dal monastero di Dečani, sorvegliato da vent’anni da una missione militare della Nato, abbiamo destinato un piccolo contributo di 500 euro al conto corrente aperto alle donazioni del Comune di Parigi, affinché la speranza possa nutrirsi di concretezza. 
Una goccia, ma doverosa.

NOI SAPPIAMO COSA SI PROVA